dispersioneL'efficienza energetica ha catalizzato investimenti in tutto il mondo, 400 miliardi di dollari  solo nel 2016, più della generazione elettrica da fonti fossili e delle energie rinnovabili. Lo sostiene con la ricerca di una società italiana (Avvenia) specializzata in efficientamento energetico, basata sui dati dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA, organismo dell'Ocse).

Con il D.Lgs 102/2014 e il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica del 2014, il Governo italiano ha prodotto significativi passi in avanti nel potenziamento della policy in questo settore, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo fissato al 2020 di una riduzione dei consumi di energia primaria di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) l’anno.

Tra il 2015 e il 2016 il quadro generale di riferimento si è ulteriormente evoluto con la firma dell’Accordo di Parigi, il primo accordo climatico globale e vincolante, adottato da 195 Paesi, con l’ambizioso obiettivo di mantenere l’aumento di temperatura al di sotto dei 2°C sopra i livelli preindustriali e di realizzare sforzi per limitarlo entro 1,5°C. Anche il cosiddetto “winter package” della Commissione europea privilegia l’efficienza energetica con l’introduzione dell’obiettivo vincolante di riduzione del 30% i consumi energetici entro il 2030.

Un focus particolare è posto sul settore edifici, che rappresenta circa il 40 % dei consumi finali dell’Unione europea. Secondo il V Rapporto sull’Efficienza Energetica (RAEE) dell’ENEA, in meno di 10 anni, le famiglie italiane hanno investito quasi 28 miliardi di euro (+12% in un anno) per ridurre gli sprechi e rendere più efficienti le proprie abitazioni, realizzando 2,5 milioni di interventi di riqualificazione energetica tra il 2007 e il 2015. Pertanto l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici costituisce un obiettivo prioritario per il Paese.

CasaOltre i due terzi del patrimonio edilizio risale a prima degli anni ottanta, quando ancora non esistevano normative specifiche sul tema dell’efficienza energetica e molte tecnologie non erano mature: il potenziale di risparmio energetico è quindi ampio e spesso ottenibile tramite interventi dai ridotti tempi di ritorno.

La strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN) stima un potenziale di risparmio al 2020 di circa 5,7 Mtep/anno con investimenti da sostenere nel settore residenziale pari a 13,6 miliardi di euro/anno per interventi globali e 10,5 miliardi/anno per interventi parziali.

Complessivamente tra gli strumenti per promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche, vale a dire gli ecobonus, utilizzati soprattutto per interventi di isolamento termico degli edifici, la sostituzione di infissi e l’installazione di impianti di riscaldamento più efficienti.

Proseguendo il percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico al 2020, l’Italia ha adottato in questi ultimi due anni diversi provvedimenti a livello settoriale.

APE foglio2Per il settore degli edifici, allineandosi agli standard della direttiva UE 2010/31 sull’efficienza energetica degli edifici, sono stati pubblicati tre decreti, riguardanti i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, l’adeguamento delle linee guida per gli Attestati di Prestazione Energetica e il nuovo format dell’attestato di prestazione energetica degli edifici chiamato APE.

Le Linee Guida per la stesura dell’attestato di prestazione energetica sono orientate a informare l’utente finale sul livello di efficienza della propria abitazione, stimolando la realizzazione di interventi di riqualificazione. I nuovi requisiti sono entrati in vigore dal 1° ottobre 2015.

In questo ambito è stato inoltre istituito il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), comune per tutto il territorio italiano, per la gestione di un catasto nazionale degli APE e degli impianti termici.

Tra gli strumenti di incentivazione è stato confermato per tutto il 2018 l’ecobonus, per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Gli interventi di efficientamento di parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sono invece prorogati fino al 31 dicembre 2021. In quest’ultimo caso e qualora siano rispettate un insieme di condizioni l’incentivo può salire al 70% e al 75% del totale delle spese.