Antitrust: diagnosi energetiche, Pmi libere di scegliere fornitori

Antitrust: diagnosi energetiche, Pmi libere di scegliere fornitori

(Quotidiano Energia) - Il Garante interviene su un avviso della Regione Campania per la concessione di contributi volti all’efficientamento: “Imporre limiti sui soggetti viola concorrenza” - Imporre alle Pmi di avvalersi per le diagnosi energetiche dei soggetti obbligatoriamente previsti dall’art. 8 comma 2 del D.Lgs n. 102/2014 va oltre la portata della norma e crea una distorsione della concorrenza. E’ quanto afferma l’Antitrust in un intervento pubblicato sull’ultimo Bollettino (l’estratto è sul sito di QE). Il Garante si sofferma su un avviso della Regione Campania per la concessione di contributi “de minimis” di cui al Regolamento Ue n. 1407/2013 a favore di Piccole e medie imprese per interventi di efficientamento energetico. L’avviso, approvato nel maggio 2017, stabilisce che le diagnosi energetiche “dovranno essere obbligatoriamente condotte dai soggetti di cui all’art. 8 del D.lgs 102/2014, ovvero società di servizi energetici (Esco), esperti in gestione dell’energia (Ege) o auditor energetici, certificati da organismi accreditati ai sensi dell’articolo 8, comma 2 del D.lgs. n.102/2014”. L’Antitrust sottolinea come tali limiti siano previsti dal decreto solo per le grandi imprese e gli energivori, mentre le Pmi non sono ricomprese né in tale provvedimento né nei decreti interministeriali di attuazione dei bandi di attuazione dei bandi per il cofinanziamento di programmi presentati dalle Regioni per incentivare la realizzazione di diagnosi energetiche. Gli unici obblighi validi, rimarca l’Agcm, riguardano le modalità di esecuzione delle diagnosi energetiche (il rispetto delle norme Uni Cei 16247-1-2-3-4) “e non invece le caratteristiche e/o i requisiti soggettivi di chi può eseguirle”. Per l’Antitrust “ne deriva una distorsione della concorrenza poiché la previsione ha il concreto e immediato effetto di limitare l’accesso all’offerta di servizi di diagnosi energetica per tali imprese”. La previsione “appare, altresì, idonea a restringere la scelta delle Pmi sui soggetti che possono realizzare la diagnosi, con possibili ricadute sugli oneri di acquisizione dei servizi”. Il Garante invita quindi la Regione “a comunicare, entro un termine di sessanta giorni dalla ricezione della presente segnalazione, le determinazioni assunte con riguardo alle criticità concorrenziali evidenziate”.